Si è svolto stamattina, nei locali della biblioteca della Scuola Primaria e poi presso la Scuola Secondaria San Pietro, l’incontro degli alunni dell’istituto comprensivo 1 Nuoro con il giovane meteorologo sardo Mario Lecca. Già lo scorso anno le scuole di San Pietro e del Podda avevano realizzato un collegamento con l’Antartide e con Mario Lecca, la collaborazione è continuata con l’incontro “in persona” di oggi.
Nato ad Austis, comincia gli studi universitari in fisica e durante la specialistica si appassiona alla fisica dell’atmosfera, la visione di un video sull’Antartide cambia la sua vita. Meteorologo di Arpal dal 2017, da novembre 2023 a dicembre 2024 ha fatto parte della missione nella stazione Concordia, la base di ricerca permanente italo-francese costruita grazie ad un accordo congiunto tra PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide) e l’Istituto Polare Francese Paul-Èmile Victor. Nel luogo più freddo e inospitale della Terra, più simile alla superficie lunare che a quella del nostro pianeta: il plateau Antartico a oltre 3mila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa. La Concordia Station, situata in un ambiente quasi extraterrestre, sfida il limite umano con temperature che raggiungono i -80 gradi centigradi. Questo avamposto affronta l’oscurità per quasi quattro mesi, con il sole che non sorge per più di tre mesi. Un’esperienza unica che pone la base in un contesto simile a quello di un altro pianeta. Una lunga notte polare che ogni anno un gruppo di ricercatori vive per 13 mesi per portare avanti fondamentali attività di ricerca nei campi più disparati: dalle osservazioni astronomiche al cambiamento climatico, dallo studio dei fenomeni atmosferici alla sismologia e geomagnetismo. Tredici i partecipanti, due i medici presenti, uno dei quali arrivato direttamente dall’ESA per studiare la capacità di adattamento dei ricercatori alle condizioni estreme dell’Altopiano Antartico, che, con le dovute differenze, ricordano quelle che potrebbe vivere un astronauta nelle future missioni sulla Luna o su Marte.
Mario Lecca ha condiviso con gli alunni video e fotografie fatti durante la sua permanenza in quel deserto di ghiaccio, dove non esiste alcuna forma di vita, né batteri: “non ho mai preso neanche un raffreddore” (cit.). Ha risposto alle tante curiosità dei bambini, dalla routine quotidiana, al cibo, alla convivenza in un luogo lontano dalle famiglie, dagli amici, alla sopravvivenza lontano da social e tv. La sua grande disponibilità nell’incontrare i ragazzi può servire anche a dare un orientamento, un idea, un sogno; nella stazione erano oltre agli studiosi, erano presenti anche altre figure come un cuoco, un elettricista, un informatico. “È stata un’esperienza incredibile da cui ho tratto molti insegnamenti. Bisogna condividere e collaborare, si fanno amicizie e si stringono legami forti”. Mario Lecca è uno dei tanti talenti, uno scienziato che porta alto il nome della Sardegna e non dimentica le sue origini.

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